150 anni di storia (1863-2013) - Pellegrino Strobel


(Milano, 22 agosto 1821 - Vignale di Traversetolo, Parma, 8 giugno 1895)

P_Strobel_bnPellegrino Strobel apparteneva a una nobile famiglia tirolese originaria di Rattenberg e Innsbruck, rappresentata in gran parte da funzionari austriaci. Peregrin (Pellegrino, in italiano) era il quarto di otto fratelli e sorelle e nacque a Milano, precisamente a Palazzo Marino, la sede della Casa Imperiale Asburgica nel Lombardo-Veneto. Il padre Michael von Strobl zu Haustatt und Schwannefeld, infatti, aveva la carica di cassiere imperiale dell’Arciduca Rainer, mentre la madre era Elisabeth von Webern, di nobile famiglia tirolese e zia del grande compositore Anton von Webern. Il prefisso von nel cognome del padre ha portato alla frequente dizione italiana di “de Strobel”. Il nome Peregrin gli fu imposto alla nascita in quanto suo padrino fu Peregrin von Menz, alto funzionario artistico, amico del padre.


Nell’ambiente frequentato dalla famiglia Strobel si muoveva una multiforme società mitteleuropea, che comprendeva anche la stessa famiglia Asburgo, il maresciallo Radetzky, Carl Mozart (figlio del compositore), il conte Firmian, il conte del Tirolo Mohr, Alessandro Manzoni e la buona borghesia lombarda. Durante gli studi presso il rinomato ginnasio a Merano, in Peregrin si concretizzò la passione per le scienze naturali, che erano assai diffuse presso la Corte di Vienna. Lo Strobel ebbe come guida anche il grande esploratore Alexander von Humboldt, amico di famiglia. A soli dieci anni lo Strobel divenne Socio dell’Associazione Zoologico-Botanica di Vienna. Dopo la maturità, si laureò a Pavia dapprima in giurisprudenza (1842) e più tardi in scienze naturali. L’Università di Pavia era allora un’università austriaca molto attiva, in cui si muoveva un ambiente progressista-liberale, in parte legato alla Chiesa Evangelica. A quest’ultima appartenne anche lo Strobel, che divenne diacono e fu, in seguito, uno dei fondatori della comunità evangelica di Parma. Fu inoltre socio fondatore della Società della Cremazione a Milano, i cui membri erano di provenienza mitteleuropea.

Le sue prime osservazioni scientifiche si dedicarono allo studio dei Molluschi, pubblicando varie opere scientifiche, e successivamente delle terremare. A soli trentatré anni era già noto nel mondo scientifico internazionale, essendo membro di numerose Accademie scientifiche. Fu inoltre socio onorario di molte associazioni naturalistiche e alpinistiche, oltre che di fondazioni a scopo sociale ed educativo, come il Collegio Maria Luigia di Parma. Fu anche iscritto alla massoneria. A Parma, dove già il padre Michael era stato consigliere dell’Arciduchessa Maria Luigia d’Austria, nel 1859 gli venne offerta la prima cattedra universitaria, avendo la nomina a professore di Storia Naturale presso la Facoltà di Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali. Nel 1863 fu nominato professore di Mineralogia, Geologia e zoologia e Direttore del Gabinetto di Storia naturale presso l’Università di Parma.

Si innamorò di molte donne, non sempre ricambiato e questa irrequietezza sentimentale lo portò spesso a desiderare grandi viaggi e a congedarsi da città e paesi. Verso la fine del 1864 lasciò l’università di Parma per trasferirsi in Argentina: su invito del rettore dell’Università di Buenos Aires accettò di contribuire alla fondazione e allo sviluppo della facoltà di Scienze Naturali. Il soggiorno in Argentina, allora terra in gran parte sconosciuta, significò per Strobel la realizzazione del sogno giovanile di conoscere il Nuovo Mondo e una grande occasione per le sue ricerche scientifiche. Durante il viaggio dall’Europa all’america si fermò nell’isola di San Vincenzo, una delle maggiori del Capo Verde, ove gli parve di riscontrare delle analogie con le terremare che aveva iniziato a studiare in Emilia. Pubblicò queste osservazioni a Parigi nel 1865. Nei circa due anni di permanenza in Sud America allargò la sua attività a molti campi della ricerca naturalistica partecipando a spedizioni che lo portarono fino in Patagonia e nella Terra del Fuoco. È interessante notare come nel corso di queste esplorazioni fu tra i più entusiasti naturalisti a servirsi della fotografia, che allora era al suo inizio.

La morte del padre Michael nel Tirolo lo costrinse a fare velocemente ritorno in Europa per affrontare, quale più anziano dei fratelli, la successione del Fidecommesso della famiglia Strobel a Innsbruck. Infine ritornò definitivamente a Parma attorno al 1868, dopo aver peregrinato per le diverse città europee. All’Università di Parma gli venne assegnata la cattedra di Geologia. Nel 1871 fu nominato Direttore della Scuola di Farmacia dell’università di Parma per il triennio 1871-1874 e in questa stessa università conseguì poi la laurea in Scienze Naturali nel 1872. Fu anche Direttore del Museo di Storia Naturale di Parma e per due trienni consecutivi Preside della Facoltà di Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali. Nel 1891 fu eletto all’unanimità Rettore dell’Università di Parma per un triennio, ma dopo il primo anno dovette rinunciare per motivi di salute. Oltre a conoscere le lingue antiche, greco e latino, parlava perfettamente tedesco, italiano, francese, inglese e spagnolo e possedeva alcune nozioni di ungherese e di turco.

P_Strobel_frontespizioL’epoca in cui Strobel visse era il tempo dei grandi sviluppi delle scienze naturali e della tecnica, che risvegliò molte speranze, portando a credere che la cooperazione delle Scienze potesse significare anche intese politiche di pace e per questo nel 1879 seguì attentamente le conferenze di Londra di Henry Richard sulla International Reduction of Armaments. Strobel aveva a suo tempo percepito perfettamente l’ondata di liberalismo che andava addensandosi su tutta la mitteleuropa e che sfociò nelle ribellioni del 1848, prendendo lo spunto di essere nato a Milano per opporsi alla restaurazione austriaca nel Lombardo-Veneto. Nel 1883 dovette andare a rappresentare la città di Parma al Parlamento a Roma, prendendo una decisione che comportò grossi contrasti in seno alla propria famiglia, che si trovava in Austria. Egli affermò spesso di non avere una patria, se non la bandiera delle sue ricerche scientifiche. Alla Camera prese posto all’estrema sinistra. un’altra nota che può chiarire il carattere indipendente e insofferente di Strobel è il discorso che pronunciò all’inaugurazione dell’anno accademico 1891-1892 in qualità di Rettore Magnifico. Esprimendo una visione molto avanzata delle riforme sociali e scolastiche, suscitò grande scandalo, al punto che dovette difendersi da numerosi attacchi reazionari. Si fece pure promotore e sostenitore dell’abolizione dello studio del greco nei licei. Ormai cinquantenne, Strobel sposò Adelinda Valdagni, una giovane donna appartenente a una famiglia nobile trentina. Ebbero due figli, di cui il secondo, Daniele, divenne un famoso pittore.

Nel 1895 Strobel morì per crisi cardiaca. Come annotato dal pastore dell’epoca “la famiglia lo volle sepolto civilmente”. Fu cremato e sepolto in un’urna monumentale nel settore universitario del cimitero di Parma. Pochi giorni dopo una cara amica di famiglia, Caterina Pigorini Beri, pubblicò sulla Gazzetta di Parma una sua commossa commemorazione. Nel centenario della morte, l’Università di Parma lo celebrò con un convegno dedicato alla sua figura di uomo e scienziato e a cui partecipò anche il nipote Victor von Strobel, che donò alla comunità metodista un piccolo ritratto del nonno, come ricordo della sua appartenenza a quella chiesa.

Si nota chiaramente come in Strobel si condensarono le culture tedesca e italiana, anche se convissero con molta difficoltà: razionalmente e filosoficamente appartenne alla cultura tedesca, mitteleuropea, ma sentimentalmente fu legato alla letteratura italiana della sua epoca e appassionato a quel mito dell’Arcadia intesa come immagine ideale che i viaggiatori di cultura germanica avevano della natura mediterranea e della riscoperta del mondo antico.

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