150 anni di storia (1863-2013) - La chiesa di Parma

P_Chiesa_interno_1Il luogo di culto dove la comunità metodista di Parma si riunisce regolarmente era in origine una chiesa cattolica di epoca medioevale e dedicata a San Salvatore. Fu eretta intorno al 1145 era una chiesa parrocchiale, ricordata già in un documento del 1230. Verso il 1517 un decreto della Curia romana la assegnò alle suore Canonichesse regolari lateranensi di S. Agostino, della Congregazione di San Salvatore o Renana, delle quali divenne chiesa patronale.

Successivamente venne chiamata anche “chiesa della Madonna della sanità” perchè nel 1650 venne accolto al suo interno un affresco della casa Zilieri con un’effige della Madonna, considerata miracolosa in tempo di contagio (1630). La parrocchia venne tuttavia abolita il 9 gennaio del 1634. Successivamente, l’arrivo del governo napoleonico portò soppressione dell’ordine delle Canonichesse e all’incamerazione dei beni ecclesiastici. Di conseguenza, il monastero si svuotò e la stessa chiesa venne chiusa al culto cattolico romano. In questa occasione la venerata immagine venne rimossa e trasferita nella chiesa parrocchiale della SS. Trinità, in borgo della Trinità. L’ormai ex chiesa di San Salvatore fu ridotta, quindi, a uso profano divenendo un magazzino.

L’edificio aveva dei locali a un piano sovrastante la chiesa e quando la comunità metodista wesleyana si costituì, nel marzo del 1863, lo fece in uno di questi, che poi fu usato per un certo tempo come locale in cui celebrare il culto domenicale. Dopo una decina di anni la comunità si trasferì in altre parti della città, per ritornarvi nel 1905, quando la Missione Metodista Wesleyana acquistò l’intero stabile. Al termine di una serie di ristrutturazioni, fra le quali la demolizione del piano superiore, la chiesa venne aperta al culto evangelico nel 1908.

Nel cinquecento la chiesa aveva subito profondi rimaneggiamenti architettonici per adeguarla allo stile dell’epoca e successivi interventi in epoca barocca avevano portato a una serie di sovrapposizioni che produssero una serie numerosa quanto grave di alterazioni architettoniche. Quando divenne proprietà evangelica la penuria dei mezzi costrinse a limitarsi al semplice intervento dell’imbianchino, portando a una ulteriore deturpazione della quale, com’era usuale all’epoca, non ci si fece grande scrupolo. Con l’arrivo del pastore Giovanni Ferreri nella cura della comunità di Parma, nel 1924, si focalizzò l’urgenza di un radicale restauro della chiesa, che la riportasse al suo stile cinquecentesco. Quest’idea fu prontamente accettata dal Presidente dell’Opera Metodista Wesleyana in Italia, Bradford. L’Opera Metodista sovvenzionò i lavori, che terminarono in un paio d’anni, permettendo di riaprire la chiesa al culto il 5 dicembre 1926.

É probabilmente in questa occasione che lo storico e teologo pastore Ugo Janni venne da Sanremo in visita alla chiesa di Parma e pochi giorni dopo, il 10 dicembre, pubblicò sulla rivista “Il Risveglio” una descrizione dei risultati dell’opera di restauro appena terminata. Dopo aver accennato brevemente alla storia della chiesa, il pastore Janni aggiungeva:

“[...] Per tutti i particolari del restauro, come per i mobili e gli ornamenti si è seguito il consiglio di competenti, alla testa dei quali l’esimio architetto Moretti, di Milano, che prestò gratis l’opera sua, senza lasciare nessuna parte ai dilettanti... dei quali Iddio ci liberi sempre in simili casi. Lo stile è stato unificato sopprimendo tutte le barocche supposizioni. I pittori hanno preso il posto degli imbianchini ed hanno decorato la Chiesa in modo sobrio ma caldo e ad un tempo finemente artistico. Al centro dell’Abside, cioè al posto diremo così di onore, è la Sacra Mensa, il suggestivo simbolo di quella comunione sacrifico-vivifica in cui si compendia il cristianesimo, cioè l’opera di Cristo per la nostra redenzione e la nostra vita cristiana che è offerta, sacrificio, culto come il culto è vita.

La Mensa è di marmo, di nobile fattura e di rilevante costo. A sinistra della Mensa è il pulpito di bello stile e collocato in un punto da cui l’acustica è squisita. A destra della Mensa è una piccola tribuna bassa dove sta il ministro per la parte liturgica nei culti in cui non si celebra la Santa Cena. Dietro e perpendicolarmente alla piccola tribuna liturgica, contro la parete laterale dell’Abside, sono i posti riservati ai Ministri e più indietro è la parte destinata all’organo. Per ora la Chiesa ha un buon armonium; ma possiede già la metà della somma necessaria all’acquisto dell’organo. Ciò che rimane da fare oltre all’acquisto dell’organo è il campanile di cui già esiste la torre basilare, la balaustra davanti alla Sacra Mensa, il Battistero, e il restauro della facciata della Chiesa per metterla all’unisono con l’interno quanto a stile. Tutto ciò sarà certamente fatto e speriamo presto. Intanto la Chiesa di San Salvatore in Parma non solo è una della più belle Chiese Evangeliche d’Italia, il che è dir poco: ma è una bellissima Chiesa assolutamente parlando, il che è dir molto. Come evangelico italiano mi sia permesso – mentre mi congratulo con Ferrari – di rendere vivissime grazie al presidente rev. Bradford che ha compreso, con profondo intuito, una delle prepotenti esigenze dell’anima del mio popolo [...] ”.

L’acquisizione dell’organo si concretizzò un paio d’anni dopo, quando un organo Balbiani, usato ma in ottime condizioni e di grande valore artistico, fu posto in opera l’8 dicembre 1928, alla gloria di Dio e in memoria del rev. William Burgess. Una targa marmorea all’interno di una nicchia  davanti al pulpito ricorda l’installazione dell’organo:

 


ALLA GLORIA DI DIO

ED IN MEMORIA DEL LAVORO COMPIUTO

DAL REV. GUGLIELMO BURGESS

L’ORGANO QUI A LATO

É STATO POSTO IN QUESTA CHIESA

DA LUI DESTINATA NELL’ANNO MCMV

ALLA CULTURA DELLA VITA SPIRITUALE

IN QUESTA CITTÁ



TO THE GLORY OF GOD

AND TO COMMEMORATE THE WORK

OF THE REV. WILLIAM BURGESS

THIS ORGAN IS PLACED IN THIS CHURCH

WHICH HE SECURED IN THE YEAR MCMV

FOR THE ADVANCEMENT

OF THE SPIRITUAL LIFE IN THIS CITY



VIII  DICEMBRE                  MCMXXVIII

 

P_Organo_BalbianiIl testo è inciso sia in italiano sia in inglese, come riconoscenza per il fondamentale contributo dato dai confratelli britannici. Subito al di sotto di questa targa oggi se ne trova anche una più piccola posta nel 2006 per ricordare la restaurazione dell’organo, resasi necessaria per l’usura del tempo. Purtroppo il campanile e la balaustra davanti alla Mensa, di cui parla il pastore Janni, non sono mai stati realizzati, mentre un fonte battesimale in pietra è stato acquisito alla fine degli anni sessanta del secolo scorso a opera del pastore Ivo Bellacchini.

Dopo il forte terremoto del 1983 l’aspetto interno della chiesa si è leggermente modificato. Il bel soffitto con volte a vela è stato sostituito da una volta semplice per l’elevato costo che una tale ricostruzione avrebbe comportato, il pavimento in piastrelle esagonali bianche e nere è stato sostituito con uno di cotto di colore rosso uniforme, il fonte battesimale e quasi tutti i banchi sono stati distrutti e gli affreschi artistici che ricoprivano tutte le pareti sono stati sbrigativamente ricoperti da un uniforme intonaco di colore beige. Restano però gli analoghi affreschi nella cupola, fortunatamente non interessata dal sisma. Infine, all’inizio del 2006 è stato installato un sistema di riscaldamento dell’aria, molto gradito nel periodo invernale da una comunità pentecostale ganese che da qualche anno aveva iniziato ad avere un proprio culto al pomeriggio della domenica.

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