150 anni di storia (1863-2013) - Il terremoto del 1983

Nel 1971, il 15 luglio, a Parma si verificò una scossa di terremoto abbastanza sensibile. Nel soffitto a vela della chiesa metodista si produssero delle vistose crepe, senza peraltro provocare caduta di calcinacci. Anche se il fatto causò una certa apprensione, risultò che non si trattava di crepe che presupponevano la caduta del soffitto, per cui la comunità continuò a riunirsi regolarmente. Si continuò così per vari anni, quasi dimenticando la presenza delle crepe, finché il 23 dicembre 1980, alle 13:10, una scossa più forte colpì Parma e le zone limitrofe. Le crepe del soffitto questa volta si ampliarono sensibilmente, cadde qualche calcinaccio e ciò indusse i tecnici chiamati dopo pochi giorni per un sopralluogo a dichiarare lo stabile inagibile.

Terremoto 83 volteQuesto verdetto obbligò la comunità a riunirsi per il culto in un salone attiguo posto sotto la casa pastorale, al numero 13 di Borgo Riccio da Parma. Si pensava dovesse trattarsi di una soluzione provvisoria, ma  presto si intravvide potesse divenire stabile, in quanto il reperimento della somma per iniziare i lavori di ripristino del soffitto si rivelava molto difficoltosa. La chiesa rimase, pertanto, del tutto abbandonata per alcuni anni, finché la situazione si sbloccò per un evento del tutto imprevisto. Alle 17:30 del 9 novembre 1983 si registrò uno dei più forti terremoti di sempre a Parma. Per fortuna non si registrarono vittime, ma i danni in città furono molti. Lo stabile che risultò più danneggiato fu proprio la chiesa metodista. Infatti, al momento della scossa l’intera volta della chiesa crollò fragorosamente, lasciando in posizione solamente le travature in legno.

P Terremoto 83 pancheTutte le suppellettili e gli arredi per il culto (banchi, fonte battesimale, ecc.) vennero distrutti rimanendo sepolti da circa un centinaio di metri cubi di detriti e calcinacci, il tutto ricoperto da una incredibile quantità di polvere. Solamente quattro banchi si salvarono, perchè posti nelle nicchie laterali. Gravi lesioni si registrarono anche ai contrafforti esterni e alla casa pastorale attigua alla chiesa. Il pavimento venne fratturato dai blocchi caduti, ma i lampadari appesi sopra le panche rimasero incredibilmente al loro posto, come pure si salvò il tavolo di marmo posto al centro dell’abside. La cupola della torre campanaria che sovrasta quest’ultima protesse l’organo, rimasto fortunosamente illeso. Il crollo, infatti, aveva coinvolto solamente il soffitto della navata, mentre la cupola sopra l’organo era rimasta intatta, come già era successo nel 1980. La grande quantità di polvere, tuttavia, intasò le canne dell’organo (circa 2500) e le forti vibrazioni del sisma alterarono la loro accordatura come pure la parte meccanica dell’organo stesso.

Terremoto 83 organoGià dal giorno dopo il quotidiano e la televisione locali, La Gazzetta di Parma e TV Parma, misero in grande risalto il crollo. A questo proposito, è curioso notare come a fianco della notizia gli organi di informazione si fossero lasciati andare a infiorare l’evento con particolari molto fantasiosi. Stando agli “informatissimi” cronisti, infatti, in quella che era una chiesa abbandonata da quasi tre anni, si sarebbe sfiorato il dramma poiché al momento del sisma era terminata da pochi minuti la celebrazione di un affollatissimo quanto fantomatico matrimonio! A parte queste amenità giornalistiche, ci furono numerosi messaggi e interventi di sincera solidarietà da parte di tutta la cittadinanza.

La comunità si stava già interessando per capire come reperire l’ingentissima somma necessaria per la ricostruzione quando intervenne la Sovrintendenza per i Beni Culturali della Regione avocando a sé il progetto dei lavori in quanto, trattandosi di una chiesa medioevale, questa era sotto la propria giurisdizione. Ciò determinò il fatto che la comunità evangelica di Parma, e la Chiesa Metodista in generale, vennero sollevate dall’onere della ricostruzione, che ricadeva interamente sotto la responsabilità della Sovrintendenza. La comunità, particolarmente il pastore di quel tempo, Tullio Di Muro, ebbero, tuttavia, l’incombenza di supervisionare l’andamento dei lavori e la scelta di alcuni dettagli.

L’opera di ricostruzione iniziò nel corso del 1984 e proseguì abbastanza regolarmente, salvo un’interruzione di alcuni mesi fra due appalti successivi dei lavori. L’aspetto della chiesa rimase pressoché immutato. Purtroppo si perdette, tuttavia, il bel soffitto a vela precedente, sostituito da semplici volte e i dipinti a fresco che ricoprivano le pareti laterali fin dalle ristrutturazioni degli anni venti, sullo stile di quelli della cupola, rimasti intatti. La prima cerimonia tenutasi dopo la ricostruzione fu la celebrazione del matrimonio del figlio maggiore del pastore Di Muro, nell’aprile del 1987, che qualcuno avrebbe forse potuto pensare essere l’avverarsi del matrimonio immaginato dai cronisti 3 anni e mezzo prima.

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